Lo scopo della vita

IL PERCHE’ ALTISSIMO 


 …Colui…
Che manda la luce ed essa va,
la richiama e gli obbedisce trepidante.
Le stelle compaiono ai loro posti
e brillano liete;
rispondono all’appello e dicono: «Presente!»
e risplendono festeggiando chi le ha fatte.
Questi è il Dio nostro
e nessun altro gli può stare a paragone (Baruc 3,32-36).

…Coloro
che saranno stati saggi
rifulgeranno come il fulgore del firmamento…
saranno come astri nell’eternità senza fine  (Daniele 12,3).

Lo scopo ultimo dell’ascesi è la lode eterna di Dio.

Il santo è «soleggiato» dallo Spirito inabitante. 

I veri santi, qualunque sia la loro vocazione nel tempo, i perfetti nel senso evangelico, coloro che raggiungono la “pienezza della santità” sono la lode più alta dell’adorabilissima Trinità, la gemma più bella dello “splendore” della Chiesa. 

Splendere nell’eternità per la Sua gloria. Il paradiso!

Nella vita si fissa per l’eternità il grado del nostro amore e della gioia con cui loderemo Dio per sempre.

Dopo la morte non sarà più possibile aumentare in grazia.

L’anima santa del purgatorio, soffrendo la privazione temporanea di Dio è assillata da un dolorosissimo «sempre e mai»: «Per sempre ho sciupato l’occasione di glorificare di più Dio, mai più potrò glorificarlo per l’eternità come lo glorificano i santi»!         

Gli aumenti di grazia santificante di cui l’anima rimase priva, avranno una ripercussione eterna. L’anima avrà in paradiso una gloria minore di quella che avrebbe potuto conseguire con una maggiore fedeltà alla grazia e, realtà ancora più deprecabile, glorificherà meno Dio per tutta l’eternità… perdita irreparabile che causerebbe un vero tormento ai beati se potessero soffrire! (cfr. Royo marin, Teologia della perfesione cristiana).

Il fondamento di queste «immense verità» è dato dalla teologia ascetico-mistica.

TEOLOGIA ASCETICO-MISTICA

La teologia ascetico-mistica basandosi

      a) sui principi della Rivelazione divina;

      b) sul commento infallibile della Chiesa;

      c) e sull’esperienza dei santi

studia l’organismo della vita soprannaturale, le leggi del suo progresso e del suo sviluppo e descrive il processo che seguono le anime dagli inizi della vita cristiana fino al vertice della perfezione (cfr. Royo Marin).

La teologia spirituale suppone pure lo studio di altre scienze, in modo particolare della psicologia.

La teologia ascetico-mistica è basata, prima di tutto, sulla Rivelazione.

In teologia la forza della ragione è superata dalla parola dei profeti. Insegna San Pietro:

…abbiamo la parola più ferma e profetica, alla quale fate bene a prestare attenzione come ad una lucerna che risplenda in un luogo oscuro, fino a che non spunti il giorno e la stella del mattino non sorga nei vostri cuori (2 Pietro 1,19).

Luogo oscuro sono le vie dello spirito per noi sovente misteriose.

Il Magistero della Chiesa è il commento infallibile della dottrina rivelata.
La Chiesa esercita in modo particolare il suo magistero con le canonizzazioni dei santi.

La teologia ascetico-mistica è basata pure sull’esperienza dei santi.

 Il criterio definitivo della perfezione cristiana è il sigillo della canonizzazione (cfr. Thils, Santità cristiana).

Così il Concilio Vaticano II:

Mentre infatti consideriamo la vita di coloro che hanno seguito fedelmente Cristo, per un motivo in più ci sentiamo spinti a ricercare la città futura (cfr. Eb. 13,14 e 11,10) e insieme ci è insegnata una via sicurissima per la quale, tra le mutevoli cose del mondo, potremo arrivare alla perfetta unione con Cristo, cioè alla santità, secondo lo stato e la condizione propria di ciascuno. Nella vita di quelli che sebbene partecipi della nostra natura umana, sono tuttavia più perfettamente trasformati nell’immagine di Cristo (cfr. 2Cor 3,18), Dio manifesta vividamente agli uomini la sua presenza e il suo volto. In loro è Egli stesso che ci parla, e ci mostra il contrassegno del suo Regno, verso il quale, avendo intorno a noi un tal nugolo di testimoni (cfr. Eb 12,1) e una tale affermazione della verità del Vangelo, siamo potentemente attirati (Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione Dogmatica Lumen Gentium (LG), n.50)

 

LA TEOLOGIA ASCETICA in particolare

La teologia ascetica studia in particolare la fuga dal peccato e l’illuminazione delle virtù.

Si estende dai primi gradini della vita spirituale (via purgativa e illuminativa) fino alla soglia della contemplazione (prima fase della via unitiva)


 LA TEOLOGIA MISTICA in particolare

La teologia mistica studia la fase superiore della vita soprannaturale vissuta sotto l’influsso specialissimo dei doni dello Spirito Santo.

Si estende dall’inizio della contemplazione sino agli altissimi gradi e alla ultime fasi della vita contemplativa (cfr. A. Tanquerey, Compendio di Teologia ascetica e mistica).

UTILITA’  DELLA TEOLOGIA ASCETICO-MISTICA

La teologia ascetico-mistica interessa tutti, perché tutti sono chiamati alla santità.

È chiaro dunque a tutti, che tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità (LG 40).

Così insegnava Pio XI:

San Francesco di Sales sembra sia stato, per un disegno speciale di Dio, dato alla Chiesa per confutare con gli esempi della vita e con l’autorità della dottrina, un pregiudizio già in voga al suo tempo ed ancora diffuso ai nostri giorni, cioè che la vera santità, conforme l’insegnamento della Chiesa cattolica, vada talmente al di là della portata degli sforzi umani e, a dir poco, sia così difficile da raggiungere che non si possa proporre in alcun modo alla massa dei fedeli, ma convenga soltanto ad un piccolo numero di persone dotate di rara energia e di eccezionale levatura d’animo; che inoltre, questa santità dia luogo a tante difficoltà, a tanti ostacoli da essere assolutamente incompatibile con la condizione di uomini e di donne viventi nel mondo (Acta Apostolicae Sedis, 1923).

Lo studio della teologia, unito alla freddezza della scienza è ottimo mezzo per conoscere le vie e studiare la via più breve.

È il pensiero di Santa Teresa d’Avila:

..la mia opinione è stata, è e sarà questa: che ogni cristiano debba fare il possibile per conferire con direttori molto istruiti, meglio poi se istruiti moltissimo. Chi fa orazione ne ha bisogno più degli altri, e in misura più alta  quanto più è spirituale…

Io ritengo certo che un’anima di orazione che tratti con uomini dotti, non verrà mai ingannata dal demonio, a meno che non lo voglia lei stessa (Opere).

Lo studio delle inesorabili esigenze della perfezione autentica, ricordate nelle diverse definizioni della santità, evita ogni illusione.

Lo studio della teologia non sostituisce la direzione spirituale, ma - fino ad un certo punto -  la supplisce.

                                                                                                                                                La perfezione