Le tappe della vita spirituale

 

L'intensità della Grazia è un mistero: è la santità invisibile. Ma la santità invisibile si manifesta in qualche modo con la vita esteriore.

Padre Norberto, direttore spirituale di San Gabriele dell’Addolorata, intuì la prossima fine del santo perché «torrenti di grazia si riversavano su quell’anima». Nell’ultimo anno di vita san Gabriele «non camminava più ma volava» (P. Natale Cavatassi, in Il Santo del Gran Sasso).

La santità diventa così visibile e controllabile.

I vari teologi usano distinzioni diverse per esporre il cammino della vita spirituale: ogni scuola insiste su un particolare aspetto della santità.

Le tre vie

Presentano le principali tappe dell’anima come
- Via Purgativa, che si identifica con il periodo di purificazione dell’anima nell’intento di giungere all’intima unione con Dio;
- Via Illuminativa, che ha lo scopo di illuminare l’anima con le virtù soprannaturali;
- Via Unitiva,  in cui si raggiunge l’intima ed abituale unione con Dio per mezzo di Gesù Cristo sotto l’intensa azione dello Spirito Santo. Caratteristica della Via Unitiva è vivere intensamente i doni dello Spirito Santo. Questo avviene prima in modo quasi inconscio, poi in modo sempre più cosciente, e – se Dio vuole – fino all’evidenza dell’estasi e delle fasi delle orazioni superiori.
L’unione con Dio, propria della Via Unitiva, è caratterizzata dal disinteresse sempre più deciso verso di noi e da una sempre più intensa ed esclusiva ricerca di Dio.

I cinque gradi

Presentano il concetto di santità basato sulla dimenticanza di noi stessi e sulla ricerca sempre più intensa di Dio (Pollien).
1 - ricerca di me stesso con esclusione parziale di Dio;
2 - ricerca di me stesso con indifferenza per Dio;
3 - ricerca di Dio e poi di me stesso;
4 - ricerca di Dio con indifferenza per me stesso: è l'inizio della santità
5 - riicerca di Dio con esclusione di me stesso: è la sanitità consumata.
L’anima raggiunge il suo ideale nell’unione trasformante con Gesù. È così unita al Signore da confondersi, da trasformarsi quasi in Lui:
… e vivo non più io, ma vive in me Cristo (Gal 2,20).
La caratteristica dei grandi santi è precisamente il distacco da tutto ciò che non è Dio.
La loro donazione a Dio è perfetta, totale.

Le sette mansioni

Data l'importanza della preghiera contemplativa e l'opportunità che molti possano conoscere le meraviglie che Dio compie nelle anime fedeli, abbiamo pensato di esporre questa terza  via - tratta dall'Opera "Il castello interiore" di Santa Teresa d'Avila - in modo più esteso, nel Capitolo "Le sette mansioni".

Le sette mansioni