Le sette mansioni

Questa terza esposizione delle tappe della vita spirituale, presenta la santità sotto un aspetto particolare, basato principalmente sul modo di pregare, di cui santa Teresa d’Avila fu la dottoressa sperimentale più celebre della Chiesa.

Santa Teresa d’Avila, nel Castello interiore, distingue sette principali mansioni, occupazioni, gradi corrispondenti ai sette stati di perfezione della vita spirituale (cfr. Royo.).

La sua opera, scritta nel 1557 nel monastero di Toledo cinque anni prima della morte, corona ed è la sintesi delle altre opere. Mentre la santa stava pensando quale avrebbe dovuto essere l’idea fondamentale di questo trattato, Dio si degnò di mostrarle l’anima sotto l’aspetto di un globo di cristallo a guisa di castello con sette abitazioni. Nella settima, al centro, sta Dio, cinto di mirabile fulgore, che illumina tutte le altre diverse mansioni in proporzione alla loro prossimità al centro. Al di fuori terrore, immondezza, bestie velenose, il peccato mortale. (cfr. Tanquerey).

NOTA IMPORTANTISSIMA
Nelle descrizioni delle diverse mansioni o gradi di perfezione secondo santa Teresa, è necessario distinguere le forme di orazioni superiori non raggiungibili neppure da tutti i santi(es. fase soave del raccoglimento infuso, quiete, unione semplice, unione estatica, unione trasformante) dalla perfezione di vita data dall’unione con Dio, da tuti raggiungibile.

Questo principio è fondamentale nello studio delle mansioni.

Se lo studio delle mansioni di Santa Teresa verte sulla perfezione specialmente come perfezione di orazione, tali aumenti di amore teologali sono falsi se non corrispondono ad un più intenso amore del prossimo. Tali forme di carità verso il prossimo sono manifeste nelle mansioni sotto forma di opere di carità, umiltà, distacco dalle cose, amore alla sofferenza, apostolato, ecc.
Nelle descrizioni delle diverse mansioni o gradi di perfezione secondo santa Teresa, è necessario distinguere le forme di orazioni superiori non raggiungibili neppure da tutti i santi  (es. fase soave del raccoglimento infuso, quiete, unione semplice, unione estatica, unione trasformante) dalla perfezione di vita data dall’unione con Dio, da tuti raggiungibile.

Tutti i santi giungono alle vette della perfezione delle settime mansioni, ma pochi raggiungono il 9° grado di preghiera, porprio di tale stato. Così tutti, anche i santi non chiamati a particolari forme di preghiera mistica, raggiungono una estrema sensibilità di fronte alla grazia (cfr. “Fischio del re”), la pace inalterabile, l’umiltà profondissima. Non godono dei favori particolari delle orazioni superiori (estasi, ecc.), non sono soggette alla notte dello spirito nella sua fase piena.

Prime mansioni (via purgativa)

 Queste anime sono ancora molto legate al mondo; hanno buoni desideri, recitano alcune preghiere, ma ordinariamente con la mente distratta da pensieri e affari.

Seconde mansioni  (via purgativa)

Le anime delle seconde mansioni fanno già orazione, ma per mancanza di coraggio ritornano talora alle mansioni precedenti. Amano ancora i piaceri e le seduzioni del mondo.
Frequentano i sacramenti, a volte la Messa quotidiana e la recita del rosario, ma lasciano facilmente queste pratiche.
In genere fanno orazioni vocali. Talvolta anche la meditazione, però con poca fedeltà e con molte distrazioni.

Terze mansioni (via illuminativa)

Queste anime
…desiderano ardentemente di non offendere il Signore, si guardano anche dai peccati veniali, amano la penitenza, hanno le loro ore di raccoglimento, impiegano bene il tempo, si esercitano in opere di carità verso il prossimo, sono molto regolate nel parlare e nel vestire, e quelle che hanno famiglia, la tengono assai bene.

La Messa e la Comunione sono possibilmente quotidiane però con un certo spirito di abitudine. Confessione settimanale, con poco impegno di emendarsi. Rosario, visite al Santissimo, Via crucis.

Meditazione quotidiana senza grande impegno che omettono nelle aridità.

La loro orazione, spesso già affettiva, tende a semplificarsi.

Le sette mansioni (segue)