Non abbiate paura

«Ecco, Io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo».
Matteo, 28, 20
«Sono lo, non abbiate paura.»
Giovanni 6, 20

Una telefonata: «Padre Roby, come mai così pessimista?!» a proposito di un mio articolo su Natale. Rispondo: «Non pessimista, realista. Guarda bene!»

Parlavo di una salvezza promessa e che intorno a me non vedo e accennavo alla cronaca di tutti i giorni. Indicavo però uno spiraglio di luce ed era la spiegazione di questa mancata salvezza, il suo rimedio.

Mi piace ribadire questa realtà: non è Dio che rifiuta questa salvezza, ma è l'uomo che l'ha rifiutata un tempo, come dice la Bibbia, e l'ha rifiutata oggi, come si può intravvedere dai discorsi viscidi e serpentini dei politici, dalle loro interessate decisioni, come pure dalle astuzie delle superpotenze economiche e sociali.

Non è sempre facile capire questo rifiuto, ma è abbastanza chiaro che oggi il potere non è ispirato all'evangelo di Colui che era stato aspettato come il Salvatore. E così l'uomo, per liberarsi da Dio visto come un prepotente signore, o negato, si è consegnato in mano all'uomo, divenuto senza Dio, lupo rapace che come il Cronos della mitologia greca divora i suoi figli.

Ma perché il Dio biblico, se c'è ed è buono, non interviene?

Tra le tante e svariate risposte, una è abbastanza chiara e confermata dalla sua rivelazione: Dio rispetta il più grande dono fatto alla sua creatura, la libertà e la facoltà di collaborare alla creazione stessa dell'universo. Il lamento di questo Dio, in Cristo, è l'amara constatazione di un amore rifiutato ed è risuonato prima coi profeti, poi come punto focale della storia, con Gesù, poi con la Chiesa. Oggi, dunque, con la Chiesa.

In essa vive il Mistero del Cristo che continua attraverso i secoli la sua opera nei piccoli e nei poveri del suo così detto «Regno dei cieli».

Questo mistero affiora qua e là intorno a noi e, se osserviamo con occhi puliti, possiamo scorgere tutta una fioritura di bene, di abnegazione e di bontà che oggi, direi, appare come una promettente primavera di un mondo nuovo, più umano e più evangelico.

Con fatica, ma con certezza, sta fiorendo questo domani. Spegni la televisione e butta il quotidiano e guarda con i tuoi occhi, entra in qualche luogo di preghiera e mormora anche tu il piccolo credo: Dio c'è, è amore, è con me e mi ama così come sono! Dalle prime pagine della Bibbia fino alle ultime dell'Apocalisse è proclamata questa verità: Dio chiama l'uomo a vivere la sua vita come un progetto d'amore fino a quando Lui sarà tutto in tutti e tutto sarà in Lui. Scoprirai che l'uomo è chiamato veramente ad essere Dio, ma il Dio amore manifestato in Cristo.

Sto camminando gli ultimi chilometri della mia vita, non so se vedrò il fiorire della primavera che intravedo nel mio spirito, ma sento che le parole del Vangelo diventano sempre più significative e veramente Buona Notizia e non solo per me. Ne ho scoperta una che può essere veramente messaggio di salvezza in questo ultimo scorcio del millennio che stiamo vivendo:

«Non abbiate paura!» così aveva gridato il Figlio di Dio ai suoi, in una notte di tempesta: «Non abbiate paura o uomini di poca fede! Sono io». Quel «Sono Io» è Colui di cui la Bibbia proclama: «suoi sono i monti, i mari, gli abissi, sua è la vita e la storia!» Le paure dei nostri giorni sono tante e stavolta le lascio elencare da te che leggi ...

Giovanni però uno dei suoi, in una lettera scritta per confortare gente come noi in un periodo storico come il nostro svela: «Vidi un nuovo cielo e una nuova terra ...e udii una voce: io faccio nuove tutte le cose ... e queste parole sono certe... lo sono il Principio e la Fine e a colui che ha sete darà gratuitamente acqua della fonte della vita»

È un freddo mattino di gennaio, sono tornato dal cantare le lodi coi miei confratelli e ho ancora nel cuore l'eco della nostra preghiera: «Piena è la terra del tuo amore!» Il cielo è plumbeo, è ancora notte e sembra quasi che oggi il sole non debba spuntare all'orizzonte. Ripenso nuovamente a quelle parole ripetute molte volte in questo periodo liturgico: «Non abbiate paura» e queste parole sono vere, ci è chiesta soltanto un po' di fede, come allora: «Credi che io lo possa?» Così Gesù a chi gli chiedeva la luce....

«Salì in barca e parlò»: si fece gran bonaccia e tornò l'azzurro. Quello che era avvenuto allora può avvenire ancora oggi se il mondo credesse che quel Qualcuno è vivo e cammina con noi e si manifesta in mille modi, non nel chiasso e nell'agitazione, ma nel silenzio di persone meravigliose che vivono nell'amore vero e pulito della famiglia o nelle loro relazioni personali o nell'umile preghiera della loro povertà, in solitudine o in società. Questa parola: «Non temere!» dovremmo ripetercela tra noi. Abbiamo bisogno di sentirla gridare da una Chiesa unita nell'amore come l'ha voluta Gesù: «Che siano uno perché il mondo creda!»

Chi ha il coraggio di incominciare? Nascerebbe la speranza e inizierebbe un nuovo cammino per un mondo rinnovato.

Diceva Marcel Proust: «Il vero viaggio di scoperta non consiste nel visitare terre lontane, ma nel vedere con occhi nuovi».

Ognuno può incominciare il suo viaggio di salvezza e camminare come Lui un giorno: «facendo del bene a tutti» come registrano i suoi contemporanei. Il mondo nuovo nasce nel mio cuore e inizia col mio primo passo

(Cf. Padre Roberto Accamo OFM Cap, Briciole di Vita, Edizione fuori commercio a cura dei Padri Cappuccini di Pinerolo)