7. Io credo in te

Il tratto più profondo, essenziale, della fede cristiana è il suo carattere personale. La fede cristiana è più che un’opzione per un fondamento; io non credo “qualcosa” di generico, ma  “Io credo in te!” La fede cristiana è l’incontro con l’uomo-Gesù, ed in tale incontro percepisce il senso del mondo come persona.

Gesù, nella sua vita, nel suo rapporto col Padre, è il testimone tramite il quale l’Intangibile si è fatto tangibile, il lontano si è fatto vicino. Egli è la presenza dell’Eterno stesso in questo mondo. In Lui, nel suo essere per gli uomini senza riserva, si rende presente il senso del mondo, che si mostra a noi come amore: amore che ama anche me, ed è talmente immune da ogni egoismo, caducità, che rende la vita degna di essere vissuta.

E’ un “tu” che non è lui stesso un altro problema aperto, ma è il fondamento del tutto che non ha bisogno di alcun altro fondamento.

La fede pertanto è trovare un tu che mi sostiene e mi accorda la promessa di un amore indistruttibile, che non solo aspira all’eternità, ma ce la dona.

La fede cristiana non vive solo del fatto che esiste oggettivamente un senso, ma che questo Senso mi conosce e mi ama, sì che io posso affidarmi a lui con l’atteggiamento del bambino il quale sa che tutte le sue domande trovano sicurezza nel tu della madre. Di conseguenza, fede, fiducia e amore, formano un tutto unico e tutti i contenuti attorno a cui la fede ruota, sono unicamente concretizzazione di quella svolta che sostiene tutto, dell’“io credo in te”, ossia della scoperta di Dio guardando il volto dell’uomo Gesù di Nazaret.

Tutto ciò non elimina la riflessione: sei davvero tu? Questa accorata domanda la fece apposta per noi in un’ora cupa Giovanni il Battista, che aveva inviato i suoi discepoli dal giovane rabbi di Nazaret.

Sei davvero tu? Il credente sperimenterà sempre l’oscura tenebra in cui lo avvolge la contraddizione dell’incredulità, incatenandolo come in una tetra prigione da cui non è possibile evadere, e anche l’indifferenza del mondo che prosegue imperterrito come se nulla fosse successo, assumendo anzi l’aria beffarda di chi non fa che schernire la sua speranza.

Sei davvero tu? Questo interrogativo ce lo dobbiamo porre non solo per onestà nei confronti del pensiero e per senso di responsabilità verso la ragione, ma anche per ossequio all’intima legge dell’amore che desidera conoscere sempre più e meglio colui al quale ha detto il suo sì, per essere in grado di amarlo più intensamente.

Sei davvero tu? Tutte le riflessioni di questo libro sono in definitiva, incentrate su questo interrogativo, continuando così a ruotare attorno alla formulazione fondamentale della nostra professione di fede: Io credo in te, Gesù di Nazaret, quale senso (Logos) del mondo e della mia vita

(cfr.Joseph Ratzinger, Introduzione al cristianesimo, Queriniana Brescia 2015, 21^ edizione,pp. 71-73)