Le ragioni della fede

Oggi anche l'Italia, l'Europa, paesi di antica tradizione cristiana, sono diventate terra di missione. Occorre nuovamente annunciare il Vangelo con metodi e linguaggi nuovi, adatti alla cultura post-moderna del momento. È la nuova evangelizzazione, su cui insiste la Chiesa: non basta parlare al cuore ma anche all'intelligenza.

Una conoscenza il più possibile corretta e documentata, capace di mostrare la solidità del messaggio evangelico e la sua bellezza, acquista valore tanto più oggi, quando la mole di informazioni che ci bersaglia, concorre a diffondere nozioni vaghe e confuse, spesso distorte, sulla fede e sul cristianesimo.

La fede è frutto di un dialogo misterioso tra Dio che si rivela e la libertà dell’uomo; non si appoggia su delle ragioni ma ci sono delle motivazioni per credere.

L'atto di carità più grande è aiutare le persone ad accogliere Gesù; occorre saper presentare all'occorrenza la ragionevolezza della fede per rendere più facile l'accoglienza del Vangelo.  San Pietro ci esorta a saper rendere ragione della speranza che è in noi (1Pt 3,15). Qualsiasi luogo è opportuno per far conoscere Gesù, qualsiasi occasione va colta con prontezza, disinvoltura e simpatia.

Da San Paolo che dichiarava: «Fides ex auditu» (La fede viene dalla predicazione, cfr. Rm 10,17) al Concilio Vaticano II che afferma: «Quanto al rimedio all’ateismo, lo si deve attendere sia dall’esposizione adeguata della dottrina della Chiesa, sia dalla purezza della vita di essa e dei suoi membri» (Gaudium et spes, n. 21), sempre si accosta come principale aiuto verso la fede la testimonianza dei credenti unita ad una corretta presentazione dei contenuti della fede.

Certo, non è la ragione che dà la fede, ma essa può sostenere l'atto del credere, il quale non è mai stato considerato in ambito cristiano un salto nel buio, nell'irrazionale, nel nonsenso, nell'assurdo. Tuttavia, se la ragione non può dare la fede, l'ignoranza nelle cose di Dio la può togliere.

Scrisse André Manaranche: «Noi non crediamo per delle ragioni, ma abbiamo delle ragioni per credere».
Le ragioni della fede non producono la fede, ma hanno lo scopo di assicurare la "ragionevolezza" dell'atto di fede.

«Quando un selvaggio cessa di credere nel suo dio di legno, non significa che Dio non esiste; significa solo che il vero Dio non è il dio di legno». (Lev Tolstoj).