Assistiamo, in questo brano evangelico, ad un commovente tentativo di Gesù Risorto, di stabilire la sua perfetta identità tra la sua precedente vita e quella attuale: "Guardate!... Toccate!... Avete qui qualcosa da mangiare? Sono proprio io"! Esaminiamo questo brano evangelico: Gesù si presenta ai discepoli in modo da fugare qualsiasi idea di radicale diversità

tra Gesù storico e il Gesù della fede, tra quel figlio di Maria vissuto con loro, poi morto sulla croce e il Signore, annunciato dai profeti. "Il Messia dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno”. Egli giustamente ora si preoccupa di dimostrarlo, mangiando con loro, facendosi toccare le cicatrici da coloro che poi dovranno diffondere nel mondo il grande 'kerigma', l’annuncio pasquale. "Questi erano i discorsi che vi facevo quando ancora mi trovavo con voi: che dovevano compiersi tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi. Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture". Se il Gesù risorto non fosse identico al Servo sofferente del Getsemani (ricordiamo il Cenacolo di marzo?), la gloria che ci è promessa non ci riguarderebbe. Se tra i due Gesù non ci fosse l'identità, ricadremmo totalmente nelle tenebre, e la nostra speranza, il nostro futuro sarebbero un illusorio sogno. La comunità cristiana vive alla presenza del suo Signore, il Gesù crocifisso e risorto!
(Cfr. commento dei Padri Silvestrini)